Io penso positivo, ma sarò l'unico?
Una mano per la ripresa.  Democrazia in banca vuol dire che la tua banca è veram
Ho voluto la green economy. Ora pedalo?
Per mantenere due figli mi servono tre lavori?

Tu sei qui

A Bologna Convegno su “Democrazia Economica e sovranità popolare”

Il difficile momento congiunturale, le pericolose turbolenze dei mercati finanziari e il recentissimo decreto legge con il quale il Consiglio dei Ministri ha avviato il complesso percorso di riforma del Credito Cooperativo, con il conseguente riassetto del sistema bancario mutualistico, anche nel quadro di una omologazione europea dei sistemi finanziari, creditizi e bancari, implica un ripensamento in profondità sull’identità e le performances della cooperazione di credito, anche e soprattutto per partecipare attivamente al cambiamento strategico che viene ormai richiesto, senza ulteriori ed inutili attese.

Ciò comporta l’avvio di un processo culturale e di approfondimento volto a mettere a fuoco nuovi  assi di riferimento su cui avviare una concertazione di idee e di programmi, quali ad esempio il ripensamento e il rafforzamento  dell’identità del credito cooperativo e la progettazione e il riassetto organizzativo delle Banche di Credito Cooperativo, sia nella loro struttura interna, sia nella relazione che le stesse vengono a stringere con le altre espressioni economiche e sociali su base territoriale, regionale ed interregionale e in relazione ai mercati economici e finanziari nella dimensione sempre più esplicitamente europea.

Al fine di riflettere su queste importanti tematiche, a pochi giorni dell’emanazione della riforma del Credito Cooperativo, si è svolto lo scorso giovedì 3 marzo a Bologna, presso la sede della Federazione regionale un Convegno di Studi sul tema  “Democrazia Economica e sovranità popolare: Il ruolo essenziale del Credito Cooperativo”, organizzato dalla Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell’Emilia Romagna in collaborazione con la Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche

Introdotti dalle prolusioni di Secondo Ricci e Valentino Cattani, rispettivamente Vice Presidente e Direttore della Federazione delle BCC dell’Emilia Romagna, e moderati dal prof. Everardo Minardi, Presidente della Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche, hanno affrontato i numerosi argomenti in oggetto nel convegno il Prof. Luigino Bruni (Docente di Economia presso la Lumsa di Roma. Direttore della Scuola di Economia Civile di Loppiano) e  Mons. Mario Toso (Vescovo di Faenza - Modigliana. Delegato per la pastorale sociale e del lavoro della Conferenza Episcopale regionale).

Nel suo intervento il Prof. Bruni ha inizialmente ricordato come negli ultimi decenni il capitalismo sia stato capace di catturare dai suoi storici detrattori e critici (pensiero marxista e pensiero cattolico) le forme “dialettiche e teologico/spirituali” e di ribaltare il paradigma che prevedeva che “democrazia e partecipazione” fossero i più alti valori sociali a cui ispirarsi, riuscendo a imporre nella società valori e schemi tipici dell’azienda “efficienza, competizione, leadership, innovazione, velocità, serietà, merito, costi/benefici, ecc..”, e divenendo icona dell’eccellenza. Nel giro di pochi decenni il capitalismo ha imposto quindi valori sicuramente efficienti, ma non in grado di gestire tutti i molteplici aspetti di un welfare state maturo ed efficace, in quanto esistono valori che non sono quelli delle imprese e il bene comune è eccedente rispetto al bene comune generato dalla sfera economica.

Ha ricordato poi come la cooperazione di credito abbia sempre - fin dalle origini - risposto a una domanda di “inclusione” - finanziaria, comunitaria, sociale, economica -, e come ora anche per rispondere alle sfide derivanti dal difficile momento economico e dalla recente riforma del Credito Cooperativo, sia necessario muoversi lungo tre principali direttrici: “Reciprocità di vantaggi - mutuo vantaggio”, solo includendo chi è “fuori” (i poveri, i meno garantiti, gli emarginati) vi sono ampie possibilità di crescita; “Reinventare il territorio”, affiancare le comunità locali a tornare a “camminare” nei territori e, ribaltando il pensiero dominante, a “pensare locale e vendere globale”; “Non omologarsi al pensiero dominante” soprattutto in economia e in banca, e imparare a riconoscere e premiare le “virtù” e abbandonare gli incentivi che creano il “comportamento”.

Mons. Toso, condividendo pienamente le riflessioni di Bruni, ha particolarmente sottolineato il rischio che tenere masse di popolazione fuori dal lavoro, fuori dall’economia, significhi tenerle anche ai margini della sovranità politica, auspicando quanto prima il passaggio dal modello welfare state alla welfare society, dove sia l'intera società, e non solo lo Stato, a farsi carico delle situazioni di bisogno. Modello che prevede che sia la società civile organizzata - cioè associazioni, volontariato, cooperative, cooperative sociali, ipab, fondazioni... - a interagire con enti pubblici e business community (imprese), in modo organico e sistematico nella programmazione dei servizi e degli interventi sociali ed economici, perché la società civile organizzata conosce e si fa interprete al meglio dei bisogni delle persone. “Oggi il credito cooperativo è chiamato a essere se stesso, recuperando i motivi e i valori fondanti e declinandoli nell’attuale contesto socio economico”, ha affermato in conclusione Mons. Toso, suggerendo di puntare, per amministratori e dirigenti, verso una formazione “etico/umanistica” e quindi non solo tecnica. I relatori hanno in seguito risposto alle numerose domande provenienti dagli oltre 90 partecipanti, in prevalenza amministratori e dirigenti del credito cooperativo emiliano romagnolo.

 

Struttura organizzativa

Il personale e i componenti del Consiglio di Amministrazione della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell'Emilia Romagna

La struttura organizzativa

Pubblicazioni

Accedi all'archivio dei testi da noi pubblicati

Federcasse


Federcasse Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo - Casse Rurali ed Artigiane

Gruppo Bancario Iccrea


Un insieme di società che forniscono in esclusiva prodotti e servizi alle BCC

Cedecra Inform. Bancaria


La società di servizi ICT e back-office delle BCC dell'Emilia Romagna

Theme by Danetsoft and Danang Probo Sayekti inspired by Maksimer