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Convegno Regionale Interno Efficienza e territorio per costruire fiducia - 16 novembre 2013

Banche che credono in un futuro oltre la crisi, consapevoli che solo con una rinnovata e convinta solidarietà di gruppo, fatta di reciproca fiducia, di controllo e vigilanza, ma anche di sobrietà e trasparenza, si può uscire da una situazione che incide sulla tenuta economica e sociale delle comunità locali. Il convegno della cooperazione di credito dell’Emilia Romagna dello scorso 16 novembre ha fornito elementi di fiducia partendo dall’analisi dell’esistente per costruire una nuova stagione di sviluppo con nuovi modelli e nuove regole percorribili e condivise.

Il presidente della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell’Emilia Romagna, Giulio Magagni, ha citato i numerosi interventi svolti dalla Banca d’Italia sul sistema della cooperazione di credito che deve acquisire, non solo in Emilia Romagna, la consapevolezza di un deterioramento effettivo dei conti economici con difficoltà presenti e prospettiche sia operative che patrimoniali.

“In un contesto dove le imprese sono interessate da fenomeni di globalizzazione,  delocalizzazione, rilocalizzazione, internazionalizzazione, ristrutturazione, con fallimenti, licenziamenti e ricorsi alla cassa integrazione – ha detto Magagni – anche i nostri tradizionali territori di operatività sono in sofferenza, in uno scenario che invoca mobilità aziendale, occupazionale, professionale e una flessibilità che diviene emarginazione se non è supportata da robusti processi organizzativi”.

“La Vigilanza – ha spiegato Magagni –ha evidenziato la vulnerabilità del nostro modello evolutivo e ci chiede di migliorare il rapporto con le imprese del territorio sviluppando capacità di valutazione delle prospettive economiche dei clienti, di sperimentare una finanza non limitata al credito, di attuare servizi di consulenza volti a promuovere i processi aziendali di crescita e di integrazione ed a evitare indebiti condizionamenti delle scelte allocative, nonché distorsioni indotte dallo stretto legame con i sistemi locali e dai conflitti di interesse”.

In tema di sviluppo, il presidente ha posto anche la revisione del modello di servizio alla clientela piccola e famigliare, l’educazione al risparmio e alla previdenza, lo sviluppo delle competenze, l’efficienza gestionale, i processi operativi e i costi più moderni e dinamici, la profonda revisione della rete di categoria che può ancora essere un vantaggio competitivo se vengono superate le attuali inefficienze.

Giulio Sapelli, ordinario di Storia Economica presso l’Università di Milano, ha animato la platea di oltre 300 tra amministratori, sindaci e dirigenti delle 20 BCC associate alla Federazione regionale, affermando “che nessuno sa come evolverà la crisi economica mondiale, ma di certo non è finita perché la globalizzazione non ha ancora contorni definiti e la crisi dell’Euro si innesta in una guerra tra vecchio e nuovo continente, tra grandi e piccoli sistemi economici, politici, sociali e finanziari. Le BCC devono puntare sulle proprie prerogative, affermando con forza che la finanza per la finanza, la trasformazione indifferenziata del sistema bancario, la disattenzione verso il sistema produttivo e del lavoro non portano a nulla. Le BCC devono essere efficienti attraverso la sussidiarietà e il recupero dei valori fondanti, devono essere banche di relazione in grado di valutare i rischi con strumenti più avanzati, di fare rete ricavando nicchie tecnologiche che le mettano al riparo dalla globalizzazione indifferenziata e consentano loro di far crescere il mercato interno”.

La successiva relazione del vicedirettore generale vicario di Iccrea Holding, Carlo Napoleoni, ha analizzato in dettaglio tre associate a UNICO Banking Group del quale anche la capogruppo italiana fa parte, evidenziando che “le nuove norme prudenziali, l’aumento della concorrenza, l’evoluzione delle esigenze della clientela, la ricerca di maggiore stabilità ed efficienza hanno comportato un inevitabile cambiamento nei modelli operativi, decisionali e di governance di alcuni sistemi di credito cooperativo in Europa, e il passaggio in certi casi da un alto grado di decentramento a maggiore accentramento decisionale e operativo nelle strutture centrali”.

Nel dibattito seguente sono intervenuti il presidente della BCC della Romagna Occidentale Luigi Cimatti, il presidente del Credito Cooperativo ravennate e imolese Secondo Ricci e il presidente del Collegio Sindacale di Banca di Forlì Laura Campri, nonché Daniele Quadrelli direttore generale della Federazione, poi Marcello Condemi, il presidente del Banco Emiliano Giuseppe Alai, il direttore generale di Banca di Cesena Giancarlo Petrini, il presidente di Banca di Forlì Domenico Ravaglioli, il presidente della BCC di Sala di Cesenatico Patrizio Vincenzi e il presidente di BCC Gatteo Gabriele Galassi.

In chiusura Stefano Del Magno, responsabile dell’Assistenza tecnica della Federazione e segretario del Gruppo di lavoro sul nuovo Statuto delle Federazioni regionali ha affermato che quest’ultimo “necessita di ulteriori modifiche per il mutamento dell’attuale contesto normativo. La Federazione rafforzerebbe, tra i propri compiti, quello di garantire la stabilità delle associate e di operare per la prevenzione delle crisi anche con la condivisione di strumenti di intervento più cogenti”. I punti più qualificanti della proposta emiliano-romagnola sono l’autonomia collegata alla responsabilità sociale, l’attività di controllo e d’intervento per la sana e prudente gestione, l’istituzionalizzazione del Comitato tecnico e della Conferenza generale dei direttori delle BCC.

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